Cato Maior de senectute: un elogio della vecchiaia
FILOSOFIA


Introduzione all'opera
Composto nel 44 a.C., il Cato Maior de senectute rappresenta un'opera fondamentale della letteratura filosofica latina. Marco Tullio Cicerone affronta il tema della vecchiaia ponendosi in dialogo con la tradizione filosofica greca, rispondendo alle preoccupazioni comuni dei suoi contemporanei riguardo alla declinazione fisica e mentale che si associa all'età avanzata. Questo testo offre non solo una riflessione sull'invecchiamento, ma anche un'analisi della vita e delle virtù umane attraverso un linguaggio accattivante.
La vecchiaia non è nemica della vita
Cicerone inizia la sua disamina ponendo l'accento su come la vecchiaia venga frequentemente percepita come un nemico della vita. Al contrario, egli sostiene che l’invecchiamento possa rivelarsi una fase arricchente dell'esistenza umana. L'autore evidenzia che, sebbene il corpo possa subire un deterioramento, la mente acquisti contemporaneamente saggezza e conoscenza, qualità che aumentano il valore della persona: "La vecchiaia non deve spaventare, bensì essere accettata come un'opportunità per riflettere e meditare sulla vita trascorsa".
Le virtù della vecchiaia
Il filosofo sottolinea come gli anziani possano fungere da modelli e mentori, contribuendo al benessere collettivo. Le virtù della vecchiaia, infatti, vogliono essere anzitutto un'opportunità di insegnamento e guida per le generazioni più giovani. Egli scrive: "L'esperienza degli anziani è un tesoro inestimabile, da cui i giovani possono attingere per crescere e maturare". Questa prospettiva positiva su come la saggezza accumulata possa diventare un patrimonio immenso per la società rappresenta un messaggio forte e attuale, incoraggiando lo scambio e la condivisione dei valori tra le diverse età della vita.
Conclusione
In conclusione, "De Senectute" non solo rappresenta un importante contributo alla riflessione sulle dinamiche dell'invecchiamento, ma offre anche uno spunto altamente stimolante sulla vita in generale. In un'epoca in cui le diverse culture e società tendono a sminuire il ruolo delle persone più anziane, l'opera di Cicerone ci invita a riconsiderare il valore dell'esperienza e il potenziale di una vita vissuta in tutte le sue fasi. Come affermato dal filosofo, la vera gioia della vita non si esaurisce con gli anni, ma si evolve nel rispetto e nell'accettazione del nostro cammino esistenziale.
Fonti:
Cicerone Marco Tullio, De Senectute.
Giordano L., Saggezza ed età: un'analisi di "De Senectute", Filosofia contemporanea, 2020.
Scarpellini E., La cultura della vecchiaia in Cicerone, Ricerche filosofiche, 2017.