Gesù di Nazareth è realmente esistito?
RELIGIONE


Introduzione
La figura di Gesù di Nazareth ha sempre suscitato grande interesse, non solo perché ha diviso l'intero corso della Storia in avanti e dopo Cristo, ma anche per la sua vicenda e i suoi insegnamenti ritenuti estremamente significativi per credenti e non credenti. Sebbene la dimensione "trascendente" rappresenti un aspetto centrale, in questo articolo ci soffermeremo sulle maggiori testimonianze a nostra disposizione al fine di verificare la mera esistenza terrena. Proveremo dunque a rispondere alla domanda: "Ma Gesù, è realmente esistito?".
Introduzione alle fonti storiche
La questione dell'esistenza storica è stata oggetto di numerosi studi e ricerche sul campo che hanno fornito nel corso degli anni un quadro complesso quanto affascinante della sua vita. Tuttavia è doveroso fare alcune precisazioni circa l'affidabilità e la provenienza delle testimonianze giunte fino a noi, distinguendo principalmente due tipi di fonti: dirette e indirette.
Le Fonti Dirette
Le fonti dirette si riferiscono a quegli scritti di autori cristiani che avevano ovviamente lo scopo di testimoniare e diffondere le opere e le parole di Gesù. Tra queste ci sono ovviamente i testi del Nuovo Testamento che parlano della sua esistenza terrena, in particolare i quattro Vangeli canonici: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Questi documenti, scritti tra il I e il II secolo d.C., offrono resoconti dettagliati della vita, degli insegnamenti, morte e resurrezione. Oltre agli evangelisti, anche le lettere di San Paolo scritte per le diverse comunità cristiane parlano della figura di Gesù, pur concentrandosi maggiormente sulla portata cristologica degli eventi.
C'è da dire che la critica ha sollevato interrogativi sull'affidabilità di suddetti testi, considerando che furono redatti dai diretti seguaci con ovvi intenti teologici piuttosto che storici. Nonostante ciò, le informazioni storiografiche in essi contenuti rimangono fondamentali per la ricostruzione della sua persona.
Le Fonti Indirette
Le fonti indirette invece sono quelle opere di autori non cristiani, soprattutto ebrei e romani.
Qui, una menzione particolare va a Giuseppe Flavio, uno storico di origine ebrea vissuto nel I secolo d.C. Nel suo lavoro "Antichità Giudaiche", Giuseppe si riferisce a Lui chiamandolo "uomo saggio", menzionando inoltre la sua condanna e crocifissione sotto Ponzio Pilato (XVIII, 63-64 e XX, 200). Anche se alcuni studiosi mettono in discussione l'autenticità di certi passaggi, il consenso generale sostiene che almeno parte del testo sia autentico.
Nel contesto romano, importanti testimonianze sono giunte a noi grazie allo storico Tacito, il quale, negli Annales (XV, 44), scritti verso il 116 d.C., menziona l'esecuzione di "Christus" sotto Ponzio Pilato durante il regno di Tiberio: "Il loro nome veniva da Cristo, che sotto il regno di Tiberio era stato condannato al supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato" (Annali, XV, 44, vol. II).
Ancora, Plinio il Giovane, governatore romano della Bitinia, in una lettera a Traiano, descrive i cristiani come adoratori di "Cristo": "Essi affermavano [...] di riunirsi in un determinato giorno avanti all’alba, di cantare fra loro un inno a Cristo, come a un Dio" (Carteggio con Traiano).
Questi autori pagani con i loro riferimenti indiretti permettono di rafforzare le prove riguardo l'esistenza storica di Gesù di Nazareth.
Conclusione
Ovviamente, nel vasto panorama della ricerca, potremmo citare altri tipi di testimonianze; si pensi, ad esempio ai numerosi ritrovamenti archeologici che hanno avuto anch'essi un'importanza straordinaria. Ad ogni modo, anche l'insieme delle sole fonti dirette e indirette già citate, permette di giungere a conclusioni che sono con grande probabilità ritenute inconfutabili.
In definitiva, nonostante le discussioni accademiche, oggi l'esistenza storica di Gesù di Nazareth è ampiamente riconosciuta dalla maggior parte degli studiosi come una realtà accertata.
Nel corso della storia, nonostante le numerose persecuzioni e divisioni interne che segnano tutt'oggi una piaga profonda, i seguaci di Cristo hanno continuato a crescere e a diffondersi.
Oggi, il cristianesimo è la più grande religione del mondo con oltre 2,3 miliardi di credenti.
Fonti:
Baldini Claudia, Gesù nella Storiografia Romana, 2018.
Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, trad. e comm. di G. Vitucci, Milano, UTET, 1983.
Liverani Mario, Giuseppe Flavio: Un Testimonium, 2020.
Pew Research Center, The Future of World Religions: Population Growth Projections, 2010-2050, 2019.
Rossi Francesco, Il Cristianesimo nel Mondo Contemporaneo, 2019.
Tacito, Annales, a cura di Petrucci M., Milano, Rizzoli, 2005.