L'allievo che non accettò i consigli del maestro

LETTERATURA

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La corrispondenza

Seguiresti i consigli di un amico anche se non li reputassi giusti per te stesso? Questo è ciò che è accaduto a uno dei più grandi letterati della storia italiana: Giacomo Leopardi. Nella corrispondenza epistolare con il maestro Pietro Giordani è possibile intravedere proprio gli albori del percorso intellettuale e artistico del poeta recanatese. Un percorso che per un certo momento ha rischiato di non prendere mai vita.

La vocazione poetica

Siamo nel 1817, quando a soli diciannove anni, Leopardi confida a Giordani, illustre letterato del tempo, il desiderio di dedicarsi alla poesia, mostrando una passione innata e una vocazione che sente di non poter ignorare.

Tuttavia, dall'alto della sua esperienza, il maestro consiglia al giovane allievo di aspettare almeno vent'anni prima di concentrarsi sulla dimensione poetica, focalizzandosi inizialmente solo sulla prosa.

Eppure, nonostante tale suggerimento, Leopardi decise di intraprendere immediatamente la strada che sentiva più sua, cominciando a lavorare alla poesia. Fin da subito, le sue riflessioni profonde riflettono una maturità straordinaria, sfidando così le convenzioni del suo tempo per le quali la giovane età era considerata quasi un limite nella creazione artistica.

Perché un simile consiglio?

Certamente non era intenzione di Giordani mettere a freno il talento di Leopardi, ma, dal punto di vista apparentemente prudente e pragmatico, voleva che il giovane maturasse gradualmente nel sapere prima di affrontare il genere poetico. Questo consiglio rifletteva un pensiero comune tra i letterati del tempo, ovvero, che la saggezza e la profondità artistica fossero il frutto di un lavoro duraturo e di esperienze vissute.

Nonostante la stima e il rispetto per il suo maestro, Giacomo Leopardi preferì seguire il suo istinto. Naturalmente, questo non avvenne per una mancanza di stima o di fiducia, ma sentiva che il sacro fuoco della passione ardeva in lui in maniera irrefrenabile.

Il destino di Leopardi

In questo singolare episodio, la suddetta divergenza di opinione può essere interpretata come un interessante caso di studio sulle diverse concezioni della creatività artistica.

Da un lato, Giordani rappresentava la prudenza e l'importanza dell'esperienza; dall'altro, Leopardi incarnava l'urgenza della giovinezza e la potenza della freschezza espressiva.

Ironia della sorte, Giacomo Leopardi morirà proprio vent'anni dopo quella lettera, nel 1837. Se Leopardi avesse seguito scrupolosamente il consiglio del suo maestro, non avrebbe avuto il tempo per poter sviluppare e condividere con il mondo la sua straordinaria produzione poetica, che lo ha reso uno dei più grandi poeti della letteratura italiana.

Conclusione

In conclusione, la corrispondenza tra Giacomo Leopardi e Pietro Giordani offre ai lettori una preziosa lezione sull'importanza delle influenze intellettuali nella formazione di un artista. Sebbene Leopardi abbia scelto di non seguire il consiglio di Giordani, è innegabile che il loro scambio epistolare abbia giocato un ruolo cruciale nella sua crescita del poeta. Questo particolare dimostra come il genio e la determinazione possano guidare un artista ben oltre i consigli, pur validi, dei suoi mentori.

Fonti:

  • Bigliazzi Silvia, Leopardi e la poetica della temporalità, Longo Editore, 2018.

  • Binni Walter - Carsaniga Giovanni, Giacomo Leopardi. Tutte Le Opere, Mondadori, 2017.

  • Fubini Mario, La poetica del 'vago' e dell'indefinito: saggio su Giacomo Leopardi, Einaudi, 2016.