L'Incredulità di San Tommaso: cosa rappresenta lo squarcio?
ARTE


Introduzione
L'Incredulità di San Tommaso è un capolavoro della pittura caravaggesca nota per il suo sorprendente realismo. Realizzata tra il 1601 e il 1602, rappresenta il momento in cui l'apostolo Tommaso mette il dito nel fianco di Gesù per verificare la realtà della resurrezione. Tra i vari dettagli che catturano l'attenzione dell'osservatore, uno in particolare è rimasto ancora oggi tra i simboli più enigmatici: lo squarcio sulla spalla di Tommaso. Come non accorgersi del taglio che sembra avere la stessa dimensione della ferita sul costato? E, oltretutto, che dire dei due segni che pare siano stati posti volutamente alla stessa altezza? Nel tempo, queste coincidenze, sono state associate al reale volere dell'autore. Ma sarà davvero così?
Lettura dello squarcio: ipotesi
Molti critici si sono interrogati sulla valenza simbolica del taglio avanzando svariate idee ed ipotesi che lasciano tutt'oggi una profonda apertura circa la volontà dell'artista.
Tra le tante, alcune sembrano essere maggiormente condivise:
In primo luogo, lo squarcio potrebbe rappresentare meramente l'incredulità di Tommaso in tutta la sua umanità. La precarietà della sua condizione terrena si è riversata sulla lettura della sua fede portandolo a dubitare in qualsiasi evento di tipo miracoloso e/o soprannaturale. Per alcuni, è proprio attraverso questo gesto che Tommaso avrebbe acquistato la vera consapevolezza: un atto di riconciliazione e di ritorno alla credenza. Un passaggio dunque dal dubbio alla fede.
Una seconda ipotesi vuole concentrarsi sulla figura dell'apostolo. Proprio in virtù della sua posizione, Tommaso aveva avuto modo di stare con Gesù, sentirlo parlare, vedere i suoi gesti umani e non. Dunque, si rimarca il fatto che Tommaso non aveva bisogno di ulteriori prove per capire come Gesù fosse davvero il Figlio di Dio, morto e risorto. Quindi, Tommaso rappresenterebbe l'uomo desideroso di certezze, di prove concrete, in un tempo in cui la fede religiosa era per molti una condizione di fiducia indiscutibile. Una lotta spirituale tra incredulità e fede. Due dettagli avvalorerebbero questa ipotesi:
gli occhi di Tommaso sono spalancati, come se, nonostante l'aver toccato con mano, non fosse ancora sufficiente per credere;
la frase di Gesù riportata nel Vangelo di Giovanni rivolta in prima battuta all'apostolo, ma anche a tutti quelli che verranno dopo di lui: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!" (Gv 20,29).
Infine, un aspetto potrebbe riguardare lo stesso Caravaggio. Pur nella sua maestria, questo simbolismo potrebbe essere letto come riflesso dell'umanità contraddittoria del pittore facendo emergere una profonda tensione emotiva. La scena di Gesù sulla precarietà della fede, sottolinea per alcuni l'incerta vita del pittore vissuta in un'intensa lotta tra il bene e il male e, magari, immedesimandosi in Tommaso, il desiderio di diventare anche lui stesso un profondo credente.
Conclusione
Questo dettaglio offre, come visto, una vasta gamma di significati che spaziano dal dubbio, alla ricerca interiore, fino a una profonda introspezione. Le differenti interpretazioni degli studiosi contemporanei dimostrano la ricchezza e la complessità dell'opera in cui il talento dell'artista permette di indagare l'umano attraverso il divino e viceversa, confermando la magistrale abilità di Caravaggio nel lasciare senza fiato l'osservatore.
Fonti:
Bocca Andrea, L'incredulità di San Tommaso, Rivista d'arte, 2019.
Fiorentino Marta, Interpretazioni contemporanee di Caravaggio, Critici d'arte italiana, 2021.
Martinelli Giuseppe, Caravaggio: Fede e Dubbio, Arte in Italia, 2020.