Scriveresti una lettera alla tua professoressa?

ORIGINI E TERRITORIO

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Un personaggio scomodo

Il 2023 ha segnato il centenario della nascita di uno dei personaggi più influenti della storia del '900: Don Lorenzo Milani. Sacerdote della Diocesi di Firenze, si distinse fin da subito per il suo carattere irrequieto e determinato. Per questi motivi, fu spesso al centro di accesi confronti con le maggiori cariche ecclesiastiche che gli costarono il trasferimento nell'allora sperduta località di Barbiana, nella zona del Mugello Toscano. Proprio grazie al suo carattere forte e deciso, riuscì a trasformare quella che doveva essere una punizione in una vera e propria ragione di vita. La sua volontà di educare e dare un'istruzioni ai giovani con maggiori difficoltà economiche e sociali, lo portò a creare l'omonima "Scuola di Barbiana". La sua pedagogia si distinse fin da subito per l'impulso verso una scuola inclusiva e la lotta contro le disuguaglianze sociali.

Lo scopo e la composizione di 'Lettera a una professoressa'

Dalla collaborazione tra lui e i suoi allievi nacque l'opera conosciuta con il nome di: "Lettera a una professoressa". Scritta nel 1967, si trattava di un testo che voleva innanzitutto criticare aspramente il sistema scolastico dell'epoca, ma anche di fornire una visione alternativa per l'istruzione, incentrata sull'importanza della dignità umana al fine di preparare gli studenti a una partecipazione attiva nella società. Milani evidenzia l'insufficienza di un'istruzione che trascura le reali necessità degli studenti e propone, in alternativa, un'educazione che risponda ai bisogni concreti e alle esperienze quotidiane dei giovani. La lettera, scritta con uno stile accessibile e diretto, si distinse per il suo linguaggio emotivamente carico e per la sua capacità di coinvolgere il lettore, rendendo tangibili le difficoltà e le aspirazioni degli studenti.

Punti salienti dell'opera e citazioni significative

Tra i punti salienti della lettera, figura il richiamo all'importanza a un insegnamento efficace e universale. Afferma lo stesso Don Milani: "Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra diseguali". Questo emblematico concetto mette in evidenza la sua convinzione che l'istruzione debba essere in primis accessibile a tutti, ma anche profondamente coinvolgente nel suo processo di insegnamento che deve partire proprio dalla persona, e non dal contenuto. Non a caso, il testo si preoccupa di far emergere questioni fondamentali circa l'uguaglianza e la giustizia sociale, caratterizzandosi per una forte critica a un sistema educativo che favorisce solo le élite. Il celeberrimo grido "I CARE", "mi interessa/mi sta a cuore" è la dolce melodia che risuona tra le stanze di Barbiana.

Conclusione

In definitiva, "Lettera a una professoressa" è un'opera letteraria che invita a riflettere ancora oggi sulle sfide dell'educazione e sulle responsabilità della scuola nel formare uomini e donne capaci di inserirsi in pieno nel mondo. Questo manifesto educativo continua a suscitare forte interesse, ma anche accesi dibattiti.

Fonti:

  • Biolcati Denis, La didattica Nell'eredità Milani, Educazione e Società, 2022.

  • Don Milani Lorenzo, Scuola di Barbiana. Lettera a una professoressa, Mondadori, Milano, 2017.

  • Toschi Fabio, Don Milani e la pedagogia della libertà, Governo della Formazione, 2020.