Un enigma epigrafico al Duomo di Siena
ORIGINI E TERRITORIO


Il quadrato del mistero
Nel cuore della Toscana, incastonata tra le bianca pietra del Duomo di Siena, si cela un enigma che intriga da tempo storici e appassionati: il Quadrato del Sator. Si tratta di una curiosa iscrizione che ha attirato l'attenzione di molti per la sua complessità e il suo significato intrinseco. Questo antichissimo palindromo, ritrovato in diversi contesti archeologici di età romana e medievale, continua ancora a essere oggetto di studio e di interpretazione da parte di studiosi di tutto il mondo.
Descrizione e analisi
Il Quadrato del Sator è composto da cinque parole disposte in un quadrato:
SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.
Nonostante siano di origine latina, l'esatto significato rimane oscuro e aperto a diverse interpretazioni:
1. SATOR: termine latino che si può tradurre come "colui che semina" o "seminatore".
2. AREPO: un termine dal significato controverso; alcuni studiosi ritengono che possa essere un nome proprio, mentre altri suggeriscono interpretazioni esoteriche.
3. TENET: verbo latino che significa "tiene" o "mantiene".
4. OPERA: può significare "lavoro" oppure "opere" nel senso di azioni svolte.
5. ROTAS: "ruote", richiamando il concetto di movimento o ciclicità.Nel Duomo di Siena, il quadrato si trova in una posizione centrale vicino all’altare maggiore, suggerendo una particolare importanza simbolica.
Tuttavia, ciò che rende questa iscrizione particolarmente interessante è la capacità di essere letta in più direzioni: orizzontale, verticale e persino da sinistra a destra o da destra a sinistra. In ogni qual modo la si voglia leggere, la composizione letterale delle parole rimane sempre lo stessa.
Significati e interpretazioni
A livello di interpretazioni si passa da quelle puramente linguistiche fino a quelle esoteriche.
Alcuni studiosi ritengono che l'iscrizione rappresenti un criptico messaggio cristiano, dove le parole potrebbero avere un contenuto teologico o filosofico. Il messaggio cristiano viene associato pertanto al seminatore (SATOR) che tiene (TENET) le opere (OPERA) e i cicli (ROTAS) della vita con il suo divino intervento. In altri termini potremmo dire: "Il Creatore tiene con cura le sue opere", sottolineando l'onnipotenza e l'onnipresenza divina in merito alla fede in senso verticale o direttamente alla creazione.
Altri suggeriscono un legame con i misteri orfici o altre tradizioni religiose sincretiche che influenzarono soprattutto il periodo medievale. C’è chi considera il quadrato come un simbolo magico o di protezione, attribuendogli poteri apotropaici per allontanare il male.
Per ciò che concerne la natura palindroma e la ripetitività dei termini siamo ancora a livello di ipotesi.
Conclusione
Il Quadrato del Sator continua ancora oggi a suscitare avvincenti speculazioni e affascinare esperti e appassionati di tutte le età. Sebbene molte tesi rimangano semplicemente ipotesi, la complessità e l'eleganza di questa iscrizione ne fanno un oggetto di studio incessante. Ogni nuova idea non fa che aggiungere ulteriori strati di mistero a questo enigmatico reperto.
L'unico consenso tra gli studiosi è che rappresenti un potente simbolo dal significato complesso e sfaccettato che merita di essere approfondito in chiave multidisciplinare.
Fonti:
Bertalot L, Il mistero del Sator: Un’analisi delle iscrizioni palindromi nell'arte medievale, Firenze, Edizioni d’Arte, 2021.
Dandolo M., Simbolismo religioso nel medioevo: il caso del Duomo di Siena, Milano, Biblioteca Storica, 2020.
Trovato A., La magia del Sator nelle chiese cristiane, Torino, Edizioni Archivi Storici, 2019.